{"id":4457,"date":"2022-05-28T11:24:00","date_gmt":"2022-05-28T09:24:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.legiornatedellaluce.it\/2023\/?page_id=4457"},"modified":"2023-05-27T09:06:57","modified_gmt":"2023-05-27T07:06:57","slug":"focus","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.legiornatedellaluce.it\/2023\/?page_id=4457","title":{"rendered":"FOCUS"},"content":{"rendered":"

\"\"<\/h2>\n

FOCUS<\/strong><\/h2>\n

Cinema e disagio mentale
\n<\/strong><\/h3>\n

di Greta Boschetto<\/strong><\/p>\n

\u201cSono gli altri a decidere quando \u00e8 il momento
\n<\/strong>che qualcuno debba diventare matto.\u201d
\n<\/strong>Militina (Salvo Randone) ne \u201cLa classe operaia va in paradiso\u201d<\/strong><\/p>\n

Qual \u00e8 lo sguardo del cinema sulla salute mentale? Pu\u00f2 essere considerato uno strumento per aiutarci a guardare in modo pi\u00f9 sincero la sofferenza?<\/p>\n

Non \u00e8 raro che il cinema si sia occupato del temibile, oscuro e incomprensibile aspetto del disagio psichico, utilizzato dai registi per divertire, intrattenere, sbalordire e far commuovere il pubblico. Le operazioni ovviamente non sono sempre ben riuscite, rischiando di cadere nei clich\u00e9, offrendo talvolta delle rappresentazioni esageratamente drammatiche, pietistiche o evitanti, ma molto spesso ha dato vita a quei miracoli che il cinema di qualit\u00e0 riesce a creare, avvicinando lo spettatore al dolore altrui e a storie e persone che altrimenti sembrerebbero troppo pericolose o lontane.<\/p>\n

Focalizzandosi sulla patologia psichica, spesso i registi hanno saputo confrontarsi con gli aspetti pi\u00f9 reconditi e insieme autentici della personalit\u00e0 umana, sollevando questioni di ordine etico e, in generale, sociale.<\/p>\n

\u00c8 stato dimostrato da svariate ricerche in ambito psicologico che l\u2019atteggiamento del pubblico nei confronti delle malattie mentali \u00e8 notevolmente influenzato dalla rappresentazione di queste da parte dei mezzi di comunicazione, rispetto ad un reale contatto con le persone che realmente ne soffrono: \u00e8 facile quindi affermare che gli stereotipi (anche cinematografici) influenzino pesantemente quelli della vita reale, con cui coincidono e si fondono.<\/p>\n

Anche il cinema italiano si \u00e8 occupato di sofferenza mentale, con una specificit\u00e0 per\u00f2 che emerge gi\u00e0 a partire dai film del neorealismo, in cui questo tema assume una dimensione spesso politica, legata alle condizioni sociali ed economiche dei personaggi che vengono messi in scena, come in \u201cLa classe operaia va in paradiso\u201d di Elio Petri (1971): la follia qui viene vista come conseguenza del consenso sociale, negata come patologia vera e propria ma ritratta come problematica legata alla societ\u00e0, al lavoro.<\/p>\n

Nel decennio precedente la follia causata dal lavoro e dall\u2019impossibilit\u00e0 di sottostare alle regole di una societ\u00e0 che iniziava gi\u00e0 a essere malata come quella che in cui viviamo ora, \u00e8 leggermente accennata nel film \u201cChi lavora \u00e8 perduto – in capo al mondo\u201d di Tinto Brass (1963), dove un amico anarchico del protagonista \u00e8 finito in manicomio per la sua incapacit\u00e0 di adattarsi al mondo (forse come anche il protagonista stesso).<\/p>\n

Negli anni Sessanta italiani iniziano a essere prodotte numerose pellicole sul tema del disagio mentale, tra le quali troviamo \u201cGiorno per giorno disperatamente\u201d (1961) di Alfredo Giannetti e \u201cDiario di una schizofrenica\u201d (1968) di Nelo Risi.<\/p>\n

Nella prima pellicola si affronta il dramma della malattia mentale e delle terribili conseguenze che essa pu\u00f2 avere non solo su chi ne viene colpito (qui un giovanissimo Tomas Milian in una interpretazione magistrale), ma anche sull\u2019equilibrio della famiglia; la seconda pellicola racconta in maniera coinvolgente e sofferta il calvario di una giovanissima ragazza malata di schizofrenia e il rapporto di cura e amore che si instaura con la sua psichiatra.<\/p>\n

Due pellicole opposte soprattutto per il ruolo della famiglia nella vita del e della protagonista, nella prima fonte di amore, nella seconda causa della malattia.<\/p>\n

Tornando agli anni Settanta, l\u2019interesse del disagio psichico si amplia e ci si inizia anche a interrogare sulle condizioni dei manicomi in Italia prima della legge Basaglia del 1978: ricordiamo il poco riuscito \u201cLa casa delle mele mature\u201d (1971) di Pietro Tosini, ma soprattutto l\u2019importantissimo \u201cMatti da slegare\u201d (1975), film documentario collettivo di Marco Bellocchio, Silvano Agosti, Sandro Petraglia e Stefano Rulli che seppe dire una parola definitiva sulle storture e la disumanit\u00e0 del sistema manicomiale, senza iperboli allegoriche e grottesche, lasciando che siano i racconti veri di chi ha vissuto la segregazione a parlare della \u201cpazzia\u201d.<\/p>\n

Nel 1975 usc\u00ec, sempre ambientato in un manicomio (durante il periodo fascista), \u201cPer le antiche scale\u201d di Mauro Bolognini mentre nel 1977 anche Dino Risi abbandoner\u00e0 momentaneamente la commedia per parlare di malattia mentale in \u201cAnima persa\u201d, un italiano e moderno Dottor Jekyll e Mister Hyde, dove anche la parte pi\u00f9 \u201crispettabile\u201d di Fabio (un istrionico e monumentale Vittorio Gassman) non pu\u00f2 essere salvata perch\u00e9 legata indissolubilmente all\u2019altra che si cerca di tenere nascosta; Dino Risi e Vittorio Gassman torneranno ancora insieme nel 1990, parlando di manicomi e depressione, nel film \u201cTolgo il disturbo\u201d.<\/p>\n

Negli anni Ottanta sono due i film pi\u00f9 significativi sull\u2019argomento: \u201cLa ragazza di Trieste\u201d (1982) di Pasquale Festa Campanile, un film toccante con una bravissima Ornella Muti, e \u201cStoria di Piera\u201d (1983) di Marco Ferreri.<\/p>\n

Quest\u2019ultimo film racconta la vera storia dell\u2019attrice Piera Degli Esposti, cresciuta in un ambiente anticonformista con una madre finita in manicomio, dove subir\u00e0 l\u2019elettroshock.<\/p>\n

Nella cinematografia pi\u00f9 recente non sono poche le prove registiche ben riuscite dove si affronta questo argomento, da \u201cIl grande cocomero\u201d di Francesca Archibugi nel 1993 fino al pi\u00f9 recente \u201cLa pazza gioia\u201d (2016) di Paolo Virz\u00ec.<\/p>\n

Arrivando ai giorni nostri invece, \u201cPercepire l\u2019invisibile\u201d (2022) \u00e8 un docu-film prodotto e diretto da Tino Franco, una prova di grande valore etico e umano, nato dall\u2019esperienza di un laboratorio di Cineforum realizzato nel Centro Diurno Antonino Di Giorgio di Roma 1, un\u2019occasione per mostrare la vita e la creativit\u00e0 delle persone che normalmente non vengono viste o, peggio ancora, non vogliono essere viste perch\u00e9 considerate una minaccia dalla societ\u00e0, degli errori da allontanare: l\u2019emarginazione del \u201cmatto\u201d, del diverso, del non inquadrabile, persone spesso vittime di nevrosi perch\u00e9 non combacianti con l\u2019immagine del mondo ufficialmente riconosciuta.<\/p>\n

Se c\u2019\u00e8 una cosa che la societ\u00e0 dovrebbe temere per\u00f2, \u00e8 il considerare sbagliato qualcuno o qualcosa che \u00e8 semplicemente diverso: il confine tra follia e salute \u00e8 spesso labile.<\/p>\n

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Spilimbergo > Cinema Miotto >\u00a0sabato 10 giugno > ore 10.00<\/strong><\/span><\/p>\n

Il cinema e la letteratura <\/strong><\/p>\n

contro lo stigma della malattia mentale<\/strong><\/p>\n

Conversazione di Gabriella Gallozzi<\/strong><\/p>\n

con Tino Franco<\/strong> e Tiziana Lorini <\/strong>e, in collegamento, Filippo Genovese<\/strong><\/p>\n

A seguire<\/p>\n

Corto SOFIA ABBRACCIA IL MONDO<\/strong><\/p>\n

Film PERCEPIRE L\u2019INVISIBILE<\/strong> di Tino Franco<\/strong><\/p>\n

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E al fin della licenza io tocco<\/strong><\/h3>\n

Per la giornata del 10 giugno il Maestro Renzo Musumeci Greco ha organizzato una mattinata di scherma agonistica in piazza con spettacolari assalti di Campioni di Fioretto, Spada e Sciabola, mentre nel pomeriggio, in teatro, presenter\u00e0 il montaggio \u201cDuelli celebri\u201d, un compendio di filmati che racconta la storia dei pi\u00f9 emozionanti duelli cinematografici preparati dalla famiglia Musumeci Greco dal 1913 ai giorni nostri.<\/p>\n

Inoltre, racconter\u00e0 una serie di divertenti aneddoti e dietro le quinte del suo affascinante mestiere di Maestro d\u2019Armi.<\/p>\n

Renzo Musumeci Greco<\/em> \u00e8 un ben noto Maestro d\u2019Armi, figlio di Enzo Musumeci Greco (1911-1994) che invent\u00f2 questa professione in Italia negli anni \u201930.<\/p>\n

Diplomato al massimo livello di Scherma Olimpica e Storica, si dedica incessantemente sia all\u2019attivit\u00e0 agonistica con partecipazione dei propri allievi alle Olimpiadi e Paralimpiadi e conseguimento di diversi titoli mondiali, nonch\u00e9 al Mondo dello Spettacolo.<\/p>\n

\u00c8 inoltre docente di Scherma Scenica al Centro Sperimentale di Cinematografia e alla scuola di Recitazione \u201cFondamenta\u201d di Roma, nonch\u00e9 nei Teatri Stabili di Napoli, della Toscana e, occasionalmente, in tanti altri.<\/p>\n

Dal suo esordio lavorativo, avvenuto nel 1968 con lo sceneggiato La Freccia Nera,<\/em> ha partecipato ad oltre 200 spettacoli di ogni genere: opera lirica, prosa, cinema, fiction, programmi televisivi, pubblicit\u00e0, stage, ricostruzioni storiche, ecc. Ha lavorato con i maggiori teatri italiani ed europei, tra cui la Scala, l\u2019Opera di Roma, l\u2019Arena di Verona, il Regio di Torino, il Real di Madrid, l\u2019Abao-Olbe di Bilbao, l\u2019Op\u00e9ra di Monte Carlo e con i maggiori registi teatrali e cinematografici (Franco Zeffirelli, Luchino Visconti, Roberto Rossellini, Luca Ronconi, Carlos Saura, Mario Martone, Giuseppe Patroni Griffi, Besson, Hugo de Ana, Tony e Ridley Scott e tanti altri).<\/p>\n

Fra i suoi ultimi lavori operistici si annovera I Lombardi alla Prima Crociata <\/em>all\u2019Op\u00e9ra di Monte Carlo, mentre nel cinema ha recentemente collaborato con Ridley Scott in House of Gucci,<\/em> varie volte con Alberto Angela per Ulisse – Il piacere della Scoperta<\/em> e con la Lux Vide per la serie TV Blanca.<\/em><\/p>\n

Da anni collabora regolarmente, organizzando eventi speciali, con la Festa del Cinema di Roma e la Notte Europea dei Musei, e ha organizzato dodici edizioni di A Fil di Spada – La Maratona di Scherma<\/em> in alcuni dei luoghi pi\u00f9 suggestivi della Capitale, come piazza della Rotonda al Pantheon, via dei Fori Imperiali, Castel Sant\u2019Angelo, piazza Capranica, Campidoglio, Terrazza del Pincio (solo per citarne alcuni).<\/p>\n

Nel 2019 Renzo \u00e8 stato membro della giuria al Festival Internazionale di Scherma Scenica \u201cSilver Sword\u201d a Mosca. Un suo atleta ha sfiorato il podio alle Paralimpiadi di Tokyo 2020 e si sta preparando alle Paralimpiadi di Parigi 2024.<\/p>\n

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Spilimbergo > Piazza Garibaldi > sabato 10 giugno > ore 9.00-12.30<\/strong><\/span><\/p>\n

Dimostrazioni di scherma storica
\n<\/strong>A cura del maestro Renzo Musumeci Greco
\n<\/strong>In collaborazione con Comitato regionale Federazione Italiana Scherma del Friuli Venezia Giulia<\/em><\/p>\n

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Spilimbergo > Cinema Miotto > sabato 10 giugno > ore 17.00<\/strong><\/span><\/p>\n

Lectio magistralis
\n<\/strong>di scherma scenica del maestro Renzo Musumeci Greco<\/strong><\/p>\n

Nostra Madre Terra
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di Greta Boschetto<\/strong><\/p>\n

La sempre pi\u00f9 crescente minaccia di una crisi ambientale (ormai gi\u00e0 in atto) senza soluzione ha portato il cinema a occuparsi sempre di pi\u00f9 di ambiente e sostenibilit\u00e0; sembra un\u2019attenzione recente, ma in realt\u00e0 il legame con la settima arte \u00e8 sempre stato molto stretto: alla fine del 1800 troviamo gi\u00e0 le prime riprese che denunciavano l\u2019inquinamento prodotto dai pozzi petroliferi, opere del regista russo Alexander Mishon, filmati di circa un minuto ciascuno di macchina fissa su pozzi, fiamme e fumi neri.<\/p>\n

Il rapporto tra cinema e ambiente \u00e8 sempre stato un racconto per immagini, scenari per ambientare avventure, ma l\u2019idea di usare l\u2019ambiente come protagonista risale al 1922 con \u201cNanook from The North\u201d e da allora gli ambienti naturali sono diventati sempre pi\u00f9 importanti e temi principali di pellicole e documentari, quasi sempre nati da un\u2019esigenza di esprimere le preoccupazioni per il degrado del nostro pianeta.<\/p>\n

La discussione ecologica si amplier\u00e0 soprattutto dagli anni Settanta in poi, con la crisi petrolifera acuitasi in quegli anni: film rappresentativo fu \u201c2022: i sopravvissuti\u201d di Richard Fleischer, una storia di fantascienza che mostra una terra devastata dall\u2019inquinamento e dalla sovrappopolazione.<\/p>\n

Negli ultimi decenni c\u2019\u00e8 stato un susseguirsi di produzioni cinematografiche, dalla fantascienza ai documentari, che hanno trattato egregiamente questo tema: tra le ultime, il film collettivo \u201cInteraction\u201d e l\u2019italiano \u201cAmate sponde\u201d di Egidio Eronico.<\/p>\n

In \u201cInteraction\u201d il cinema vuole fare la sua parte nel dialogo su catastrofi naturali, cambiamenti climatici e danni causati dall\u2019uomo con un sapiente lavoro antologico formato da 12 cortometraggi di vario genere, spaziando dal dramma all\u2019animazione.<\/p>\n

In territorio italiano \u201cAmate Sponde\u201d \u00e8 un racconto visionario dell\u2019Italia e del suo paesaggio fisico e umano, una storia di trasformazioni, bellezza, brutture, contraddizioni, innovazioni e arretratezza del nostro Belpaese, realizzato con l\u2019esclusivo uso di immagini e musica.<\/p>\n

Non vuole essere una cartolina o uno spot pubblicitario, perch\u00e9 sarebbe ipocrita descrivere solo le bellezze di un territorio quando l\u2019incuranza umana sta devastando la nostra terra.<\/p>\n

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\u00a0<\/strong><\/p>\n

Spilimbergo > Cinema Miotto > venerd\u00ec 9 > ore 17.30<\/strong><\/span><\/p>\n

Doc AMATE SPONDE<\/strong> di Egidio Eronico<\/p>\n

Conversazione di Luca Pallanch<\/strong>
\ncon Egidio Eronico<\/strong> e Sara Purgatorio<\/strong><\/p>\n

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Pordenone > Cinemazero\u00a0 > venerd\u00ec 9 > ore 20.45<\/strong><\/span><\/p>\n

Doc INTERACTIONS
\nWhen Cinema looks to Nature<\/strong> di Faouzi Bensaidi, Clemente Bicocchi, Anne De Carbuccia, Takuma Kuikuro, Oskar Metsavaht, Eric Nazarian, Bettina Oberli, Idrissa Ouedraogo, Yulene Olaizola & Ruben Imaz, Nila Madhab Panda, Janis Rafa, Isabella Rossellini & Andy Byers<\/p>\n

A seguire<\/p>\n

Conversazione con
\nIsabella Rossellini<\/strong> (in collegamento)<\/p>\n

In collaborazione con Cinemazero<\/em><\/p>\n

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