Fabio Cianchetti, maestro della luce e dello sguardo, è autore di una fotografia che ha at- traversato più di quarant’anni di cinema italiano con libertà espressiva e una continua capacità di rinnovamento.
Il suo è un lavoro che da sempre ascolta, os- serva, capta le tensioni del set, le necessità del racconto, le intuizioni del regista per restituirle in un’immagine al tempo stesso concreta e po- etica.
Una visione contrassegnata dalla collaborazione cruciale con Giovanni Bertolucci – di cui marchia col suo inconfondibile stile visivo buona parte del percorso filmografico – e da quella col fra- tello Bernardo Bertolucci, di cui nutre l’imma- ginario degli ultimi film, riportando il maestro alle ardite invenzioni degli esordi, a una speri- mentazione visiva audace, nel solco della Nou-
velle Vague. Senza dimenticare sodalizi con personalità orgogliosamente laterali come Fabio Carpi, la collaborazione col Roberto Benigni di La tigre e la neve e il lavoro con i maggiori autori del cinema ita- liano dell’ultima generazione: Saverio Costanzo, Sergio Rubini, Cristina Comencini, Francesca Archibugi, Emanuele Crialese, Valeria Golino.
Per questo percorso coerente e coraggioso, che ha dato forma a un linguaggio visivo vivo, fuori dalle convenzioni e sempre contemporaneo, il premio alla carriera va a Fabio Cianchetti.
Biografia
Fabio Cianchetti eredita la passione per la fotografia dal padre Claudio che la coltivava come hobby. Sono del perio- do della contestazione giovanile a Milano i suoi primi video, a testimoniare non solo le manifestazioni operaie ma anche i funerali dei compagni del Movimento Studentesco. Del 1974 il film Uniti contro la DC.
Durante gli anni ‘80 questa passione si trasforma in professione. La collaborazione che da slancio alla carriera è quella con Giuseppe Bertolucci con cui girerà I Cammelli nel 1988, a seguire Amori in corso (candidatura al Ciak d’oro 1990), La domenica specialmente, Troppo sole, L’amore probabilmente (candidatura al Nastro d’Argento 2002). Ma la vera svolta avviene nel 1998 con il film L’assedio (candidatura al David di Donatello nel 1999 e al Ciak d’oro 1999), diretto da Bernardo Bertolucci che in quegli anni, reduce dalle produzioni hollywoodiane percepiva impellente il desiderio di tornare ad un cinema più intimo. Da sempre vicino allo spirito della Nouvelle Vague, Bernardo Berto- lucci sente l’esigenza di un cinema sincero, nato dall’immediatezza del divenire e Fabio Cianchetti è l’uomo giusto per condividere questo tipo di ideali.
La loro collaborazione di lavoro si trasforma presto in amicizia e la loro potente sinergia li guiderà alla produzione di The Dreamers nel 2003 (candidatura al Nastro d’Argento 2004 e vincitore del Ciak d’oro 2004) e successivamente di Io e te (vincitore del Nastro d’Argento e del Ciak d’oro 2013 e candidatura al David di Donatello).
Durante la carriera Fabio Cianchetti colleziona 8 vittorie e 25 candidature totali tra i premi nazionali e quelli inter- nazionali collaborando con i migliori registi italiani: Cristina Comencini, Ricky Tognazzi, Claire Bertolucci, Roberto Benigni, Sergio Rubini, Abel Ferrara, Saverio Costanzo, Emanuele Crialese, Francesca Archibugi, Fiorella Infascelli, Valeria Golino.