BorGo Cinema, via Rastello > Gorizia > ore 18.00
di Luchino Visconti
Curatori Caterina d’Amico e Alessandra Favino (Edizioni Cineteca di Bologna, 2024) Introduce Giuseppe Longo
Emiliano Morreale conversa con la curatrice
In collaborazione con Premio Sergio Amidei, Via della Creatività e BorGO Cinema
Luchino Visconti attraverso le sue lettere, quelle scritte e quelle ricevute nel corso di una carriera che ha segnato in maniera indelebile l’arte, lo spettacolo e il cinema del Novecento.
Primo di due monumentali volumi, questo libro copre gli anni dal 1937 al 1961 (con un piccolo antefatto nel 1920). Un periodo cruciale per la nascita e la consacrazione del mito Visconti: dall’apprendistato con Renoir alla resistenza negli anni del fascismo, dalle memorabili regie teatrali e operistiche alle fortune cinematografiche, dall’‘invenzione’ del neorealismo con Ossessione fino al capolavoro defini- tivo Rocco e i suoi fratelli.
Le lettere sono poco più di settecento: a dialogare con il regista personalità del calibro di Maria
Callas, Franco Zeffirelli, Vittorio Gassman, Ingrid Bergman, Michelangelo Antonioni, Salvador Dalí, Cesare Zavattini, Suso Cecchi d’Amico, insieme a tanti altri attori, registi, scrittori, produttori, impre- sari, politici, maestranze di cinema e teatro.
Un concerto con circa duecento strumenti intorno a un unico maestro, un’occasione rara per sco- prire, attraverso le parole di Visconti e di chi ha avuto la possibilità di conoscerlo e collaborare con lui, il modo di lavorare, di pensare, di agire di un personaggio unico, capace con la sua visione di influenzare la storia culturale del nostro paese.
Caterina d’Amico, per quasi vent’anni è stata preside della Scuola Nazionale di Cinema del Centro Sperimentale di Cinematografia.
Dal 1996 al 2000 ha collaborato con Martin Scorsese, come produttore associato, alla realizza- zione del documentario Il mio viaggio in Italia. Dal 2007 al 2010 è stata amministratore delegato di Rai Cinema. Dal 2011 al 2014 ha diretto la Casa del Cinema di Roma. Dal 2013 al 2016 è stata presidente dell’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico”.
Ha ideato una cinquantina di mostre dedicate a personaggi dell’arte e dello spettacolo curandone i cataloghi.
Ha dedicato molti anni allo studio dell’opera di Luchino Visconti, su cui ha scritto diversi saggi e volumi. Attualmente è il responsabile scientifico dell’Archivio Luchino Visconti, dell’Archivio Vera Marzot e dell’Archivio Piero Tosi conservati presso la Fondazione Gramsci, e dell’Archivio Franco Zeffirelli conservato presso la Fondazione Franco Zeffirelli.
Alessandra Favino, laureata in Lettere e Filosofia all’Università La Sapienza di Roma con una tesi sull’Orlando furioso di Luca Ronconi, si è occupata per molti anni di archivi storici di spet- tacolo.
Collaboratrice del Dizionario biografico degli italiani Treccani, ha collaborato per alcuni anni con la Fondazione Gramsci, per la quale ha completato il riordinamento dell’Archivio Luchino Visconti e realizzato il regesto della corrispondenza; del fondo ha curato con Caterina d’Amico la Guida alla consultazione.
Ha inoltre curato, fra gli altri, l’Archivio Luigi Squarzina e l’Archivio Storico dell’Accademia Nazio- nale d’Arte Drammatica. Ha partecipato, nell’ambito della valorizzazione delle fonti, alla realizza- zione di alcune mostre.
BorGo Cinema, via Rastello > Gorizia > ore 18.00
La memoria dei cinema di Roma (Palombi Editore)
di Silvano Curcio
Caterina d’Amico conversa con l’autore
In collaborazione con Premio Sergio Amidei, Via della Creatività e BorGO Cinema
Roma, la città del cinema, rischia di non essere più anche la città dei cinema, segnata com’è da un’e- scalation incontrastata di chiusure e trasformazioni selvagge che ha portato alla scomparsa di più di 100 cinema nei soli ultimi quindici anni.
La chiusura e la sparizione dei cinema rappresentano una sconfitta per l’intera collettività, una perdita profonda e insanabile di un inestimabile patrimonio identitario di storia, socialità e cultura, e spesso anche di arte e di architettura, depositario di memorie, costumi e abitudini del nostro vivere, di preziose valenze materiali e immateriali che non si è stati in grado di tutelare.
Chiusi, abbandonati, degradati o trasformati in altro, oggi questi cinema sono diventati i “fantasmi urbani” che popolano Roma, luoghi a cui solo la memoria è in grado di restituire familiarità e riconoscibilità.
Il libro è dedicato al racconto dei “fantasmi urbani” di Roma, con l’intento di recuperarne e condividerne la memoria e porsi due ulteriori finalità: far conoscere e denunciare quale prezioso patrimonio collettivo è andato perduto o è stato compromesso e, al tempo stesso, lanciare un ultimo SOS per la salvaguardia dei cinema superstiti, indicando altresì criteri di indirizzo per agire a tal fine.
In questa direzione si snoda il filo della narrazione dei “fantasmi urbani” di Roma, un articolato percorso di ricomposizione della memoria di oltre 160 ex cinema: da quelli della città storica e dei quartieri moder- ni, fino alle sale delle periferie e ai cineclub.
Silvano Curcio (Roma, 1958), architetto, Ph.D., insegna “Management dei patrimoni immobiliari e urbani” all’Università La Sapienza di Roma.
È autore di numerose ricerche e di oltre cento pubblicazioni sulla gestione e sulla rigenerazione degli edifici e delle infrastrutture urbane.
Sul fenomeno della chiusura e della dismissione dei cinema ha tenuto corsi di insegnamento universi- tario, condotto ricerche e scritto saggi. In questo stesso ambito ha curato e diretto nel 2013 il docufilm di inchiesta Fantasmi Urbani, presentato al Festival Internazionale del Film di Roma e alla Mostra del Cinema di Venezia, che per la prima volta ha portato all’attenzione dell’opinione pubblica le condizioni di criticità e di abbandono in cui versano i cinema di Roma (www.fantasmiurbani.net).