Sabato 13 giugno, la dodicesima edizione de Le Giornate della Luce ha vissuto la sua giornata più attesa, tra proiezioni, masterclass e la cerimonia di premiazione che ha incoronato i vincitori del festival.
La giornata si è aperta alle 9.00 al Cinema Miotto con la proiezione del film finalista Fuori di Mario Martone, candidato il direttore della fotografia Paolo Carnera, preceduto dal corto Sulla sabbia di Miriam Pedrozo nell’ambito di Bookciak, Azione!.
Alle 10.30, da piazza Duomo, si è svolto il percorso La luce dei luoghi – Tessere d’arte e atmosfere medievali, tour guidato alla scoperta del borgo vecchio di Spilimbergo e della Scuola Mosaicisti del Friuli, realizzato in collaborazione con il Comune di Spilimbergo e PromoTurismoFVG.
Alle 11.30 al Cinema Miotto, la masterclass di Anna Cornudella e Artur-Pol Camprubí, dedicata ai linguaggi visivi e alle pratiche contemporanee della narrazione per immagini.
Nel pomeriggio, alle 15.00, Gabriella Gallozzi ha presieduto la presentazione del Premio BookCiak, Azione!, dedicato all’incontro tra cinema e letteratura.
A seguire, la proiezione di Chopin, Notturno a Parigi di Michal Kwiecinski, realizzata in collaborazione con l’Istituto Polacco di Roma, e alle 18.00 la masterclass del direttore della fotografia Michal Sobocinski.
Il momento centrale della serata è arrivato alle 21.00 con la cerimonia di premiazione, condotta dai direttori artistici Gloria De Antoni e Donato Guerra. Ospite d’onore Lella Costa, che ha emozionato il pubblico con la lettura di Se domani non torno, la poesia della giovane poetessa peruviana Cristina Torre Cáceres dedicata alle vittime di femminicidio — un omaggio al ricordo di Michela Baldo, scomparsa dieci anni fa vittima di femminicidio. L’attrice ha inoltre proposto una personale rilettura al femminile dell’incipit dell’Orlando Furioso di Ariosto, trasformandolo in un omaggio alle donne e alla loro libertà.
Il Quarzo di Spilimbergo – Light Award, assegnato dalla giuria presieduta da Roberta Torre e composta da Carlos Alfonso Corral, Oreste De Fornari, Anselma Dell’Olio e Maurizio Di Rienzo, è andato a Gianfranco Rosi per la fotografia di Sotto le Nuvole. Nella motivazione, la giuria ha sottolineato come in questo film «la luce non fotografa ma racconta, definisce, crea» e il bianco e nero si faccia «pensiero». Rosi ha ringraziato il festival ricordando il suo metodo di lavoro: «Solo guardando la realtà attraverso il mirino riesco a capire quale storia raccontare», citando infine Pasolini: «lo splendore della realtà».
Il Quarzo del Pubblico è andato a Marco Graziaplena per la fotografia di Duse, mentre il Quarzo dei Giovani è stato assegnato a Paolo Carnera per Fuori. La giuria giovani ha premiato «una fotografia capace di diventare invisibile nel sostenere le emozioni dei personaggi e visibile quando ne esprime la poesia e la sensibilità». Graziaplena ha partecipato alla cerimonia in collegamento video.
Il Quarzo d’Oro alla Carriera è stato assegnato al maestro Giuseppe Lanci, per una carriera che lo ha visto collaborare con Marco Bellocchio, Gianni Amelio, Nanni Moretti e Theo Angelopoulos, costruendo uno degli sguardi più raffinati del cinema d’autore italiano ed europeo. Tutti i premi sono opere in mosaico realizzate dalla Friul Mosaic.
A chiudere la serata, le proiezioni di Gioia Mia di Margherita Spampinato e Chopin, Notturno a Parigi di Michal Kwiecinski.

